Cos'è lo yoga? Attualità, requisiti e ambiti di applicazione

È una disciplina olistica che si occupa dell’equilibrio, della salute psicosomatica e del raggiungimento dell’armonia interiore.
Un aspetto fondamentale di questa antica tradizione è la considerazione che l’essere umano è un insieme multidimensionale di corpo, energia, emozioni, mente e spirito.
Scopo dello yoga è di riconoscere ed integrare tutti questi livelli per creare una personalità sana e totale.
La stessa radice etimologica di yoga (yug) indica "riunire due cose", addizionare, integrare corpo-mente, maschile-femminile (inteso anche come animus ed anima) spirito-materia, ha-tha (dove, secondo lo yoga “fisico” sono le polarità energetiche opposte e complementari simboleggiate dal sole-ha e luna-tha).
Sul piano fisiologico, riequilibrare la parte destra e sinistra del corpo, i due emisferi cerebrali, il sistema nervoso vegetativo, ecc.
Secondo altre definizioni yoga è: "agire in piena coscienza e totale attenzione” o ancora, “raggiungere un punto non ancora raggiunto" cioè evolversi, crescere e, infine, un antico testo definisce lo yoga come "l’arte di vivere con abilità".

 

Dall’insegnamento di sw.Satyananda Sarasvati: ”Conoscere colui che ci conosce. Vedere colui che ci vede. Scoprire colui che ci ha trovati. Questa è la ricerca dello yoga. Dietro ad ogni nostro pensiero, parola e azione si trova un testimonio, un osservatore che prende nota di ogni nostra esperienza, ma rimane immobile, inalterato e puro. Questo "veggente" di tutto non è una creazione misteriosa, ma un fatto. Il testimone esiste, è una identità proprio come io e voi siamo identità, e risiede in ognuno di noi; alcuni dicono che è la fiamma del nostro cuore. Che noi lo conosciamo o no, non ha importanza; che ne siamo consapevoli o no, egli è sempre lì. Però se noi arrivassimo a conoscerlo, potremmo superare tutti i nostri problemi, le nostre preoccupazioni ed ansietà, le nevrosi e le psicosi, tutti gli stati negativi della mente". 

 

Lo yoga permette di rinforzare le capacità di difesa e di azione: se devo attraversare un sentiero irto di spine, più saggio sarebbe indossare degli ottimi stivali che cercare di eliminare spina dopo spina: "per chi indossa i calzari, ogni sentiero sembra ricoperto di morbido cuoio" (dallo Yoga-vasistha), pertanto uno dei significati dello yoga è Sannahna = essere preparati e protetti.
Lo yoga è una via che permette di esprimere le proprie potenzialità mentali e spirituali latenti, di sviluppare una mente pacificata, lucida e una armoniosa condizione interiore.
Nel corpo e nella mente esistono dei meccanismi di omeostasi che mantengono uno stato di equilibrio nonostante gli stimoli esterni-interni (definiti nello yoga Klesha), la saggezza istintiva dell’entità psicosomatica cerca di riportare sempre in uno stato di armonico equilibrio (in termini yogici di unione-integrazione, cioè di Samadhi = sam+a+dha=mettere insieme in un tutto). La condizione di irritazione-disturbo (Viksepha) creata dallo stimolo ricevuto dipenderà dalla incisività e potenza dello stimolo e dalla "abilità omeostatica" dell’intero organismo. Lo yoga fornisce il sistema, i mezzi per mantenere o/e ricreare  questo equilibrio.

 

Il principio dell’equilibrio mobile del chimico francese  H.L. Le Chatelier enuncia una sintesi moderna dell’azione dello yoga: un sistema all’equilibrio reagisce a uno stimolo esterno in modo da minimizzarne l’effetto cioè, che, un sistema all’equilibrio, se alterato, tende a cercare una nuova disposizione che controbilanci ciò che lo ha perturbato; un sistema chimico (o biologico) all’equilibrio può essere influenzato dall’intervento di fattori esterni (stress) in questo caso il sistema si adegua (metodo yogico) alle nuove condizioni stabilendo un diverso stato di equilibrio (ritorno alla omeostasi).

 

Ancora: "Lo Yoga è la tecnica tramite la quale, per mezzo dell’introspezione, l’uomo impara conoscere se stesso, a tacitare le divagazioni del proprio pensiero, a oltrepassare i limiti dei sensi, a risalire alle fonti profonde della vita e a prendere contatto con le forze invisibili che si nascondono in lui, come in ogni aspetto del creato, e che costituiscono la natura profonda dell’essere vivente”.

Servono particolari requisiti per praticare lo yoga?

Non si è costretti ad aderire a norme o ad obblighi particolari, né servono speciali abilità fisiche o mentali. L’unico requisito iniziale è quello di conoscere qual’è il nostro punto di partenza, cioè iniziare da quello che siamo e di individuare (grazie a un insegnante qualificato) le metodologie e la via yogica più consone al nostro stato attuale. Data la sua visione olistica Il corpo fisico riveste un ruolo fondamentale nello yoga, ma troviamo numerosi esercizi anche per chi non ha particolari capacità fisiche :vi sono praticanti di ogni età, si può cominciare da bambini, come in età avanzata o per diversamente abili.                                                    
Esistono vie yogiche dove lo strumento operativo non è il corpo (o solo quello) ma la conoscenza(jnana yoga) l’ambito devozionale (bakthi yoga)l’azione disinteressata (karma yoga) o l’esplorazione dei meccanismi della mente e la sua relazione con i piani inconsci(raja yoga) e solo per citare alcune e tradizionali forme di yoga.
Il consiglio dello yoga, specialmente nelle sue espressioni più fisiche, è di abbandonare ogni atteggiamento competitivo o di ricerca della prestazione, fonti di tensioni mentali e spesso, di forzature malsane.

È ancora attuale lo yoga?

Nonostante le sue antichissime origini (un grande studioso, Mircea Eliade lo ha definito un "fossile vivente") lo yoga presenta una fresca attualità e modernità, grazie anche alla sua tradizione divulgata, non da libri o dogmi, ma da una trasmissione esperienziale da maestro a discepolo lunga millenni. Il luogo di azione, il laboratorio dello yoga è da sempre l’essere umano. Questa esplorazione profonda dell’entità umana, ha creato un corpus di conoscenze, tecniche, metodologie, che sono di grandissima utilità per mantenere un corpo sano (mens sana in corpore sano) per combattere l’ansia, l’agitazione, i disturbi psicosomatici, lo stress e la depressione che affliggono l’uomo moderno e contro il disagio della incapacità di osservare e comprendere se stessi e di come manifestarsi nel mondo.

Lo yoga è una religione?

Non facciamoci confondere dall’habitat geografico e storico dove lo yoga è stato tramandato: l’India ha solo preservato ed arricchito conoscenze un tempo universali. È certamente intriso della simbologia,del linguaggio sanscrito e del retaggio spirituale e culturale di questo paese, ma il suo significato profondo non è una prerogativa del suo ambito religioso.
Lo yoga nella sua essenza più profonda è una via spirituale, che non richiede l’adesione obbligatoria a una religione,ne tantomeno a una setta , o guru (anche se la presenza di un autentico maestro favorisce il rapido avanzamento ed è indispensabile nei livelli di pratica avanzata.)

Dove e da chi può essere applicato?

Dato che l’ambito dello yoga è l’essere umano numerose sono le sue applicazioni:
- in tutti casi dove vi sia il bisogno di calmare la mente, acquietare stati di ansia, aumentare la capacità di concentrazione, di autocontrollo, migliorare la flessibilità del corpo e la capacità respiratoria.
- numerose ricerche scientifiche ne hanno avvalorato l’azione come terapia (yoga-terapia)in particolar modo se combinato con l’ayurveda
- come integrazione nelle psicoterapie transpersonali
- come efficace metodologia antinvecchiamento.
- come preparazione al parto
- a completamento della preparazione atletica
- yoga per bambini
- yoga per la terza età
- yoga per portatori di handicap
- yoga in ambito artistico per favorire la creatività
- nei programmi di recupero per le tossicodipendenze
- nei sistemi carcerari

Ricordiamo che numerose altre discipline come il training autogeno, lo stretching, il pilates, il reiki, la meditazione mindfulness e la naturopatia, hanno radici o hanno tratto numerosi stimoli e ispirazioni dalle tecniche dello yoga.

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